Visto affari per ingresso stranieri in Italia
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Visto affari per ingresso stranieri in ItaliaVisto affari per ingresso stranieri in Italia

Visto affari per entrare in Italia:

  1. documentazione di operatore economico-commerciale;
  2. Iscrizione alla camera del commercio o visura camerale;
  3. adeguati e documentati mezzi economici di sostentamento;
  4. disponibilità di un alloggio o prenotazione alberghiera;
  5. assicurazione sanitaria;
  6. Presentarsi personalmente alla Sezione Visti dell’Ambasciata d’Italia o Ufficio Consolare.

Il visto per affari Italia consente l’ingresso in Italia allo straniero che intenda viaggiare per finalità economico-commerciali, per contatti o trattative, per l’apprendimento o la verifica dell’uso e del funzionamento di beni strumentali acquisitati o venduti nell’ambito di contratti commerciali e di cooperazione industriale.

Permette l’accesso alle persone che lavorano nel campo della moda (fotomodelle/i e indossatrici/tori), ai componenti di troupe televisive, radiofoniche o cinematografiche, nonché a coloro che lavorando nei settori di trasporto e per esigenze di lavoro devono viaggiare e spostarsi da un paese all’altro (autotrasportatori, equipaggio di aereo eccetera).

 

I requisiti e le condizioni per l’ottenimento del visto affari per ingresso stranieri in Italia sono:

1. la condizione di “operatore economico – commerciale” del richiedente;

2. la finalità economico – commerciale del viaggio per il quale è richiesto il visto;

3. l’esistenza e l’effettiva attività svolta in Italia dagli eventuali operatori economici che richiedano il rilascio del visto in favore dell’operatore straniero. In particolare nella prassi amministrativa il Ministero degli Affari Esteri e esige documentante garanzie circa l’esistenza e l’ effettiva attività svolta degli eventuali operatori italiani del settore che richiedono il rilascio del visto in favore del cittadino straniero (vale a dire certificato d’iscrizione alla Camera di Commercio, certificato di visura camerale);

4. adeguati mezzi economici di sostentamento, in ogni caso non inferiori all’importo stabilità dal Ministero dell’Interno con la direttiva di cui all’articolo 4, comma 3 del T.U. n. 286/1998. tali importi, in base agli artt. 3 e 6 della direttiva del Ministero dell’Interno 1.03.200 sono di importo uguale a quello stabilità per il rilascio del visto per turismo (basta stipulare una polizza fidejussoria per ingresso stranieri. Il visto per affari può essere rilasciato anche alle persone che accompagnino, per documentate ragioni di lavoro, il richiedente.

Nella prassi amministrativa il Ministero degli Affari Esteri dispone che il richiedente dimostri, per il rilascio di tale autorizzazione, oltre i requisiti generali sopra indicati, ulteriori presupposti, vale a dire:

  • il programma del soggiorno, con indicati i contatti “d’affari” previsti e i recapiti in Italia, o lettera d’invito dell’impresa italiana, la disponibilità di un alloggio (prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità, dichiarazione redatta dall’impresa di accollarsi le spese di alloggio, eccetera);
  • l’assicurazione sanitaria avente una copertura minima di € 30.000 per le spese per il ricovero ospedaliero d’urgenza e le spese di rimpatrio.
  • Fideiussione per stranieri che arrivano in Italia a garanzia dei mezzi di sostentamento. Nel caso di visto richiesto da persone che lavorano nel settore della moda presupposto specifico è la lettera d’invito redatta dall’agenzia di moda la quale deve indicare il tipo di incarico assegnato alla persona, il tipo di collaborazione instaurato tra le imprese in atto, il luogo in cui alloggerà lo straniero e il soggetto che si accollerà le spese di viaggio e di alloggio. Allo scopo di facilitare e rendere più celere il rilascio di codesti visti ogni Rappresentanza diplomatico-consolare italiana, a seguito di accordi bilaterali tra l’Italia e il Paese, ha concluso delle intese con le locali camere di commercio o istituti commerciali notori, semplificando così gli adempimenti connessi alla concessione di tale autorizzazione, anche in forma di visto per più ingressi. Il Regolamento CE n. 532/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio dispone un elenco delle attestazioni / ricevute / giustificativi che le guardie di frontiera possono domandare ai cittadini non appartenenti allo Spazio Schengen al fine di appurare che sia stata rispettata la finalità del viaggio (richiedendo l’invito sottoscritto da un’impresa o da un’autorità a partecipare a incontri, conferenze, i documenti attestanti i rapporti d’affari o professionali, il biglietto d’ingresso nel caso di partecipazione a fiere o congressi, il soggiorno per affari, l’eventuale fideiussione per l’ingresso in Italia). Infine, si deve precisare che, ai sensi dell’articolo 1 Legge 28 maggio 2007 n. 68, lo straniero che desideri soggiornare in Italia per motivi di affari non necessita di un permesso di soggiorno. In virtù della sopra indicata norma legislativa, infatti, non è più richiesto il permesso di soggiorno per soggiorni brevi, inferiori a tre mesi, per motivi di viste, affari turismo e studio essendo lo stesso sostituito dalla dichiarazione di soggiorno che deve essere resa dallo straniero agli agenti della polizia di frontiera al momento dell’ingresso ovvero, nel caso lo straniero abbi fatto scalo in un Paese appartenente dell’area Schengen, entro otto giorni dall’ingresso, alla Questura ufficio stranieri del Comune dove soggiornerà. Nell’eventualità in cui lo straniero non ottemperasse a quanto specificato sopra sarà soggetto ad un provvedimento amministrativo di espulsione.